Pesce d’aprile? Quando lo scherzo è più serio della realtà

Quando lo scherzo è più serio della realtà.

Il 1 aprile sui social ha cominciato a girare un fake: un tweet del proprietario dell’immobile che dichiarava di volerlo restituire alla cittadinanza.

55692761_10156065973562091_2390037768513257472_o

Come chiunque abbia a cuore questa città desidera, come il Piano Regolatore garantisce, come tutti ormai sappiamo, nell’immobile che ospitato l’Antico Teatro di Anatomia, un ristorante proprio non si può fare! Lo scorso gennaio, tre associazioni, forti dell’autorevole parere di un luminare in giurisprudenza urbanistica, hanno già diffidato il Comune dal compiere rischiosi passi falsi in tal senso.

Una riapertura con uso collettivo compatibile alla sua destinazione sembrerebbe la cosa più logica del mondo, la restituzione alla cittadinanza una scelta saggia, il dialogo con gli abitanti un cambio di rotta di fronte allo smantellamento di Venezia e di fronte a tutte le alienazioni.

Invece quel luogo che è stato La Vida è ormai spento da oltre un anno. Non più pubblico. Chiuso e privato alla città. Con la minaccia che, in barba a tutto, i lavori per un ristorante inizino davvero e non per scherzo!

Che di ristoranti ce ne siano in ogni dove nella città antica. Che attività commerciali non si possano aprire in immobili con questa destinazione d’uso. Che il patrimonio pubblico dovrebbe essere amministrato per la città e per i suoi abitanti. Che una città intera desidera e chiede a gran voce la restituzione di questo spazio… è cosa vera e seria. Quasi come un pesce d’aprile.