Parte terza – “La cosa più brutta”

  • Mario: Uscire di casa una mattina e vedere uomini in assetto antisommossa. Entrare in campo e vederne altri, da tutte le parti. Vedere che ci avevano sgomberato, che avevano preso Agostino
  • Paola: Il pianto dei bambini, la disperazione di Alice e il cane Poldo che ci osserva
  • Bepi: Davanti ai celerini il nonno Gianni dice a mia figlia che piangeva: “quando ero piccolo c’erano i Tedeschi. Adesso ci sono loro”. E i celerini imbarazzati
  • Emerenziana: Noi a portar fuori a catena, sotto una pioggerella fina, più cose possibile
  • Silvia: Portare fuori giocattoli, libri, sedie, tamburi. Riparare dalla pioggia con il telone gli oggetti
  • Emerenziana: Reclamare con insistenza le piante che rischiavano di rimare murate dentro. Un “io in divisa” ci aiuta a portarle fuori una a una: con i vasi abbiamo fatto una linea di demarcazione tra la polizia celere e la Vida Accanto
  • Paola: Le lacrime…
  • Chiara: Un senso di impotenza. Un grande senso di delusione nei confronti della classe dirigente
  • Mario: La rabbia che avessero aspettato il giorno dopo le elezioni.