Né di qualcuno, né di nessuno

Strumenti per la gestione diretta: forme di autonormazione, scritture di carte per l’uso civico, processi assembleari.

Un aspetto che unisce le esperienze territoriali nelle loro differenze è la necessità di trovare nuovi strumenti per la gestione diretta. Che gli spazi siano riconosciuti come spazi ad uso civico e collettivo, che siano in uno “stato di occupazione” o che dispongano di una convenzione – la ricerca di strategie per l’autogoverno è trasversale, a prescindere dal loro status giuridico.

In questo tavolo vogliamo mettere in comune idee e pratiche di autogestione, intrecciando un piano tecnico e un piano politico, con la volontà di non limitarci ad amministrare il presente ma cercando di immaginare il futuro. Perché gli spazi non sono nostri, appartengono anche a chi verrà.

Quali processi partecipativi possiamo attivare in contesti che non appartengano né ad un proprietario – pubblico o privato – né ad un gruppo ristretto di persone, ma piuttosto alle centinaia di persone che insieme contribuiscono al recupero degli spazi e che li rendono luoghi vitali grazie alla cooperazione di base?

Come creare strumenti condivisi per la gestione diretta dei beni comuni emergenti, con il desiderio di aprire le loro porte sempre di più alla città e, viceversa, di far uscire una nuova idea di società sul territorio?

Come possiamo, ad esempio, scrivere carte per l’uso civico, anche in quei contesti dove il riconoscimento come spazio ad uso civico collettivo non è ancora possibile su un piano giuridico? E soprattutto, attraverso quali percorsi e con quali criteri e modalità per far sì che la scrittura sia un atto politico realmente partecipato e condiviso?

Come creare spazi in cui ragionare insieme in tante e tanti invece di avere ragione in pochi; non spazi in cui alcuni vincono e altri perdono, ma piuttosto luoghi in cui cercare di con-vincere, cioè vincere insieme?