La Vida racconta…

Ad esito del laboratorio di scrittura creativa e narrativa collettiva promosso dall’associazione culturale BottegaVaga: La Vida Racconta.

Qui il video realizzato da Loredana e Massimo

Alcuni estratti del testo: clicca sui titoli per il testo integrale

Parte prima – “La Vida è stata…”

Cosa è stata la Vida?

Il primo teatro anatomico di Venezia, inaugurato nel 1671! La prima scuola di ostetricia in Italia, dal 1760! È stata una trattoria nel secondo 900… Poi è diventata Pubblica. È stata mensa e uffici della Regione Veneto, poi arcigay, sede del comitato san Giacomo… È stata riaperta dagli abitanti per gli abitanti il 28 settembre 2017. È stata autogestita per un anno, cinque mesi e nove giorni. La Vida è (stato) un esperimento di visione d’insieme, di un modo di creare comunità, giovani, vecchi, bambini, passanti. Un laboratorio di realizzazione di una nuova umanità, che si vuole donare reciprocamente. La speranza di non morire di turismo.

 

Parte seconda – “La Vida è….”

Per noi la Vida è…

Un municipio. Una casa. È vita. Resistenza. Libertà. Grandi stanze di tutti dove stare con tutti a parlare e discutere, giocare, mangiare, cantare…È conoscere sconosciuti. La Vida è anziani che si alzano dal divano, smettono di guardare la TV, perché fuori c’è spazio per loro e per condividere la solitudine. La Vida è il gioco dei bambini. Frammenti di storia della ribellione e del libero pensiero. La Vida è Davide di fonte a Golia. La Vida è umanità di fronte al denaro.

 

Parte terza – “La cosa più brutta”

Uscire di casa una mattina e vedere uomini in assetto antisommossa. Entrare in campo e vederne altri, da tutte le parti. Vedere che ci avevano sgomberato, che avevano preso Agostino. Portare fuori giocattoli, libri, sedie, tamburi. Riparare dalla pioggia con il telone gli oggetti. Un senso di impotenza. Un grande senso di delusione nei confronti della classe dirigente

Parte quarta – “La cosa più bella”

Sera, candele, ho ripreso in mano la chitarra (fatta accordare da un amico perché non ero più capace) mi sono messa a suonare e cantare. Non lo facevo da tanto tempo. Mi sono sentita ragazza. Una serata seduti sui cuscini del “soggiorno” ad ascoltare i ragazzi del Frullatorio e le loro battute; mi è venuto spontaneo intervenire un paio di volte e ho sentito la gente ridere. I legami con comunità come la nostra: casa Bettola di Reggio Emilia, l’Asilo Filangeri di Napoli, la Fattoria senza padroni di Firenze…

 

Parte quinta – Una giornata a La Vida

Cambio turno notte/mattino. Colazione e posa giornali in ingresso. Arrivo dei cuccioli d’uomo a giocare nella stanza sistemata per loro. Sistemazione delle brande. Finalmente: buon riposo… meritato!

 

Parte sesta – “Lettera aperta”

Egregio Signor Zaia,

come si è permesso di vendere la Vida, che è dei cittadini veneziani e non sua? Come ha potuto appropriarsi di un bene collettivo e svenderlo per una somma così esigua? Una volta che l’immobile è monetizzato i soldi spariscono nella grande bocca della Regione Veneto e a noi cittadini rimangono solo gli occhi per piangere!
Quando Beniamino Franklin venne a Venezia nel 1784 a copiare la costituzione veneziana (dove la cosa pubblica è sacra) non avrebbe mai immaginato tale deriva civile e declino nel governo della città.

 

Parte settima – La Vida sarà…

La Vida sarà un centro civico pieno di vita o un mediocre, scadente ristorante deserto gestito da un dilettante improvvisato. Sarà di nuovo la comunità “vidana” con i bambini dentro e fuori che giocano e pattinano, con gli scrittori che presentano i libri, la musica, il cinema e le risate. E il busto in marmo di Bastianello benefattore (in vita)!. La Vida sarà bella come sempre, se avrà una buona compagnia, quella dei suoi abitanti, che sono sempre lì, in campo, ad aspettarla.