La storia

Attorno all’Antico Teatro di Anatomia di Venezia si è trovata, riconosciuta, formata una comunità di abitanti nel tentativo di impedire la privatizzazione e cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Agli inizi di settembre 2017, dopo mesi di mobilitazioni (raccolta firme, predisposizione di progetti, sensibilizzazione, cene in campo…) alcuni abitanti hanno deciso di riaprire lo spazio e di restituirlo alla città per una gestione e un uso collettivo.

Le origini. L’Antico Teatro di Anatomia (La Vida) in campo San Giacomo da l’Orio viene realizzato nel XVII secolo grazie a un lascito testamentario di un privato alla città come luogo di studio dell’anatomia umana, università di medicina. Dopo molte vicende, nel 1980 gli ampi spazi del pianterreno – destinati anticamente alla sezione di corpi umani – vengono acquisiti dalla Regione Veneto che li utilizza per una serie di attività: mensa regionale, archivio, OCRAD (organismo culturale ricreativo dei dipendenti regionali).

Di fatto sotto utilizzati gli spazi vengono a più riprese occupati dall’arcigay, dagli studenti universitari, dagli attivisti dei centri sociali e richiesti da comitati e associazioni cittadine.

Il piano di alienazione. Nel 2016 l’immobile viene inserito nel Piano di alienazione dalla Regione Veneto. Tre associazioni culturali: Omnia, About e Il Caicio presentano un progetto per questo immobile (protetto dal 1920 da un vincolo della Soprintendenza) in linea con la sua attuale destinazione d’uso (per attività di tipo archivistico, museale e culturale). Il progetto prevede la realizzazione di un Centro di documentazione della della storia e delle tradizioni popolare veneziane e venete in rete con gli ottanta musei etnografici del Veneto e la ricostruzione virtuale dell’Antico Teatro di Anatomia.

La proposta, sostenuta da una corposa petizione popolare, è stata prima recepita e poi improvvisamente accantonata dalla Regione, per lasciare spazio invece alle procedure di vendita a trattativa diretta privata dell’immobile.

Qui la proposta progettuale presentata dalle tre associazioni

Estate 2017. Nell’estate del 2017 la Regione ha proceduto alla vendita dell’immobile a un imprenditore che ha pubblicamente dichiarato di volerne realizzare un ristorante, stravolgendo quanto previsto dal Piano Regolatore Comunale. A settembre 2017 la comunità di abitanti di San Giacomo, assolutamente contraria alla alienazione del bene d e alla sua trasformazione da luogo pubblico in attività commerciale, decide di riaprire gli spazi dell’ex Teatro Anatomico trasformandolo in una fucina di idee e attività autogestite volte a contrapporsi alla vendita di questo bene di fondamentale importanza storico-culturale ma anche più in generale alla ormai continua alienazione di pezzi della città da parte delle istituzioni.

Qui il report della riapertura de La Vida

Nonostante il silenzio assordante delle autorità pubbliche La Vida ha visto la collaborazione di tantissimi cittadini veneziani di tutte le età e professioni accorsi spontaneamente in difesa dello storico immobile e della sua proprietà pubblica, alla definizione collettiva dei principi e delle regole di gestione dello spazio di cui la comunità vuole farsi carico.

6 marzo 2018. Lo sgombero della Vida – con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine – non sta fermando le attività e le iniziative della comunità che si sono costituite in un presidio permanente contro la privatizzazione degli immobili pubblici che sta erodendo il tessuto sociale della città.

Le attività della Vida sono continuate ne La Vida [Altrove], cioè dentro e fuori un gazebo posizionato davanti all’immobile.

Dicembre 2018. La comunità de La Vida decide di togliere il gazebo davanti all’immobile e di aprire una nuova fase di discussione sul presente e sul futuro.

11 gennaio 2019. La diffida: tre associazioni veneziane inviano una lettera di diffida al Comune di Venezia in cui sottolineano che una eventuale autorizzazione all’apertura di un ristorante nell’immobile che ha ospitato l’Antico Teatro Anatomico è illegittima.

Le assemblee e i gruppi di lavoro continuano a incontrarsi e a fare rete con altre realtà cittadine sulle questioni legate alla città, agli spazi pubblici, alla cultura e al dibattito su beni comuni e usi civici.

 

L’immagine è stata realizzata per La Vida da Pietro Scanera.