E noi? Mettiamo all’asta pure il gazebo!

In una città che mette tutto in vendita… noi ci vendiamo il gazebo! E lo facciamo con un’asta pubblica! 

Facciamo un passo indietro. La vicenda dell’Antico Teatro Anatomico di Venezia parla di molte cose: di vendita del patrimonio pubblico che privatizza pezzi di città per il profitto del singolo a scapito del bene di tutti; del processo di turistificazione che rende sempre più difficile il vivere quotidiano degli abitanti; di pianificazione urbanistica che prevede usi precisi e compatibili per ogni luogo.

La riapertura dell’Antico Teatro, iniziata il 26 settembre 2017, trasferita all’aperto il 6 marzo 2018, dopo lo sgombero, si è alimentata di processi costitutivi che hanno portato centinaia di abitanti a riconoscersi in comunità, a lavorare sull’uso civico dello spazio, a confrontarsi sulla gestione dello spazio pubblico.

E ora un passo al centro. Gli ultimi 10 mesi di presidio permanente hanno dato forza al lavoro del gruppo urbanistico che sostiene che un ristorante alla Vida non si può fare. E questo perché il Piano Regolatore della città storica non lo prevede

Incontri e iniziative hanno evidenziato le trasformazioni in atto a Venezia dovute alla vendita di pezzi di città: isole, palazzi, aree pubbliche che diventano hotel, appartamenti di lusso, resort. La liberalizzazione delle attività commerciali sta facendo spuntare in ogni angolo bar e punti ristoro, con annessi terrazze e plateatici.

E adesso: un passo avanti. Non stiamo difendendo il gazebo. In questi lunghi mesi è emersa la necessità di gestire uno spazio  ad uso collettivo, capace di rispondere alle esigenze degli abitanti (dalla ludoteca al cinema per ragazzi, a punto di incontro e di presidio in una città che subisce fortemente lo scotto di un processo di spopolamento).  La Vida, all’interno, ne è stata un esempio concreto. 

Sabato 15, con due battitori d’asta d’eccezione, abbiamo aperto l’asta per battere al miglior offerente, il gazebo (a breve le coordinate per l’asta on line). Con il ricavato…ci pagheremo le spese legali per il procedimento che vede coinvolte sei persone delle tante che hanno dato vita a questa esperienza. Lo vendiamo. Lo smontiamo. Perché è di nuovo il tempo di dire che gli immobili pubblici devono essere preservati e rappresentare una risorsa per la città e i suoi abitanti. Invece di essere abbandonati, messi all’asta, trasformati in alberghi e ristoranti anche quando le regole della città non lo consentirebbero.

E quindi? Guardiamo avanti: il gruppo urbanistico continuerà a lavorare su questo immobile e altre vicende che hanno a che fare con destinazioni d’uso e standard urbanistici. L’assemblea della Vida continuerà a riunirsi ogni martedì. Il 21 dicembre una cena e una lotteria ci vedrà di nuovo tutti insieme a programmare le prossime azioni. A gennaio…stiamo preparando una iniziativa pubblica che parla di spazi, di beni comuni, di città, di Vida, di noi.

Hasta la Vida!