C’è vita alla Vida

Il 22 maggio a Venezia è una bellissima giornata di sole.

Attorno alle 4 e mezza del pomeriggio, davanti all’Antico Teatro di Anatomia, gli studenti della Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, accompagnati da un loro docente, incontrano la comunità della Vida. Fanno parte di un laboratorio sulle trasformazioni urbane. E Venezia, come spesso accade, si presenta come un esempio emblematico. In senso negativo. Un esempio della progressiva erosione dello spazio pubblico. Della declinazione della città a luogo di consumo e profitto. Della attuazione e messa a punto di meccanismi di controllo e sanzionamento come unico supporto alla vivibilità. Come dimostra l’approvazione recente della delibera di Giunta per il nuovo regolamento comunale di polizia urbana.

Qualche ora dopo ad aspettare il tramonto arriva alla spicciolata qualche persona. Un paio di panche. Una tavolata improvvisata ospita una cena condivisa che trasforma lo spazio pubblico in luogo vissuto e utilizzato collettivamente, scardinandp la percezione di privato/pubblico e restituendo la città ai suoi abitanti.