Blocco dei lavori illegittimi!

I lavori nell’edificio vincolato ai sensi del D.Lgs. 22/01/2004 n. 42, che nel XVII secolo ospitava il Teatro anatomico di Venezia, sono ripresi nei giorni immediatamente successivi alla fine del “lockdown”. Sono stati continuamente monitorati dalla comunità de La Vida e dagli abitanti di Campo San Giacomo.

Il 2 luglio la Comunità de La Vida, attraverso tre associazioni: PER Venezia consapevole, Eddyburg e Poveglia per tutti, ha infatti presentato un esposto alla Procura di Venezia tramite il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia. Le tre associazioni avevano già segnalato al Comune l’illegittimità dell’uso dell’immobile per attività di ristorazione in quanto incompatibile con le norme urbanistiche vigenti.

La Variante al Piano Regolatore Generale per la Città Antica classifica l’immobile come SU (unità edilizia preottocentesca a struttura unitaria), per cui le destinazioni d’uso compatibili sono: “musei; sedi espositive; biblioteche; archivi; attrezzature associative; teatri; sale di ritrovo” – l’uso che la Comunità d La Vida, attraverso progetti e riapertura aveva reso possibile – mentre si escludono altri usi come quello di ristorante.

Sarebbe possibile per l’attuale proprietario aprire tale attività qualora dimostrasse che il 31 maggio 1996 l’immobile avesse avuto tale uso. Ma questo non è avvenuto. Sappiamo infatti che a quella data l’Antico Teatro di Anatomia era già una sede regionale e non una trattoria – chiusa negli anni ’70.

Il progetto presentato dal proprietario e i lavori in atto comportano la modifica della destinazione d’uso in violazione della vigente disciplina urbanistica. Inoltre tali lavori risultano privi di adeguato titolo edilizio non potendo gli stessi essere qualificati come di “manutenzione ordinaria” né, tantomeno, “straordinaria“, proprio perché gli stessi sono volti alla modifica della destinazione d’uso rendendo l’immobile idoneo all’uso a “ristorante”

Chiediamo quindi: che i lavori vengano bloccati immediatamente, che venga rispettata la classificazione urbanistica, che si torni a pensare all’uso degli spazi pubblici/ spazi a destinazione pubblica insieme alla cittadinanza tutta.

La posta in gioco è la vivibilità di questa città. Non possiamo proprio permetterci di perdere questo edificio e un altro campo.

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