La città per chi la abita

Dopo la chiusura forzata dovuta alle norme contro il contagio, alla Vida sono ripresi i lavori per trasformarla in un ristorante.

La comunità della Vida mantiene la sua convinzione, più volte espressa e sostenuta da autorevoli pareri giuridici, che tale uso dell’immobile sia contrario al Piano regolatore vigente, dunque illegittimo. Il fatto sarà portato presto all’attenzione della Magistratura.

Nel frattempo, molti ristoranti in città sono ancora chiusi e molti temono di non poter mai riaprire. Ci si domanda perché la proprietà insista in questa direzione.
L’emergenza sanitaria sta lasciando segni profondi sull’economia e sulla società locali. Non crediamo che, finita l’emergenza, tutto tornerà come prima. Certamente in futuro avremo bisogno di meno spazi dedicati al turismo e più ad attività per gli abitanti. L’uso per “musei; sedi espositive; biblioteche; archivi; attrezzature associative; teatri; sale di ritrovo” è esattamente quanto prevede il Piano regolatore e coincide con quanto chiede, oggi più che mai, la società civile.

Si ricorda inoltre che, per la sua sostenibilità economica, il ristorante conta su un adeguato spazio di plateatico, attualmente non concedibile ai sensi dei piani approvato dal Consiglio comunale. E’ facile immaginare con quanta forza la città si opporrebbe ad una concessione del genera, che sottraesse ulteriore spazio al gioco e alla vita comunitaria.

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