Occhio non vede, cuore non duole

Quando P. (proprietario) ha acquistato l’immobile che ha ospitato l’Antico Teatro di Anatomia ha subito dichiarato di volerne fare un ristorante, ripristinando l’antico pergolato (leggi: nuovo plateatico in campo!). Peccato che questo non sia possibile. 

Lo dicono le centinaia di abitanti che in questi lunghi mesi hanno presentato progetti e istanze, i bimbi che in quel campo ci giocano e che in una delle sale dell’immobile avevano ricavato una vivace ludoteca, il FAI che ha dichiarato questo posto un luogo del cuore grazie al voto di migliaia di persone. Lo dice, soprattutto, il piano regolatore per la città antica che classifica questo immobile in un certo modo specificandone i possibili utilizzi.

Tra questi non è prevista alcuna attività commerciale.

P. ha quindi iniziato i lavori nell’immobile. Il cartello affisso lo scorso 3 giugno parla genericamente di “manutenzione straordinaria” senza specificarne lo scopo. Certo i lavori li può fare. L’immobile è suo. Ad esempio se volesse farne una biblioteca, ripristinare la ludoteca, aprirlo alle associazioni di quartiere (tutte destinazioni d’uso contemplate dal PRG), nessuna obiezione.

Ma P. ha presentato alla Soprintendenza il progetto edilizio che vorrebbe realizzare in cui parla esplicitamente di un ristorante con 74 posti interni e 96 esterni. Ora la Soprintendenza non ha competenze in materia urbanistica ma valuta solo se il progetto rispetta i canoni storici e archeologici di un immobile notificato. Il progetto presentato li rispetta.

Peccato che il progetto per i motivi sopra indicati non possa essere realizzato.Così P. avvia i lavori per la realizzazione delle fosse settiche. Lo può fare. Ad esempio per realizzare i nuovi bagni di una biblioteca e di una ludoteca. All’Ufficio Ambiente del Comune presenta la richiesta esplicitando il progetto finale, il ristorante appunto. Ma questo richiederebbe una autorizzazione da parte dell’ufficio Edilizia. Che non è stata presentata e quindi concessa.

La domanda è: fino a quando questo progetto di ristorante passerà di mano in mano, di ufficio in ufficio senza che qualcuno alzi la mano e faccia una concreta e ragionevole obiezione sulla sua legittimità?

Tre associazioni veneziane, supportate dal gruppo urbanistico della Vida hanno inviato una diffida al Comune a rilasciare, anche tacitamente, qualsiasi autorizzazione in tal senso. Come dire… occhio non vede e cuore non duole.

Noi, come comunità della Vida, che questo immobile e questa città abbiamo a cuore continueremo a tenere gli occhi aperti e a vigilare e a denunciare ogni abuso.

Ci vediamo mercoledì 13 luglio alle ore 19.00!

Segnaliamo l’abuso in atto! Sottoscrivi anche tu il modulo…

 

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