Il dito e il cartello

Fin dall’inizio la battaglia per La Vida è stata accompagnata da un gruppo urbanistico costituito da esperti e attivisti e supportato da un luminare del diritto urbanistico; il gruppo ha documentato come nell’immobile che ha ospitato l’Antico Teatro di Anatomia non sia possibile realizzare un ristorante.

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Ora se come qualcuno ha sottolineato a mezzo stampa – è vero che sono presenti delle irregolarità nel cartello di cantiere esposto nella calle laterale dell’immobile, è evidente che l’irregolarità, anzi l’illecito, sia ben più sostanziale: è contro la Legge che gli uffici tecnici del Comune lascino avviare i lavori che trasformeranno l’Antico Teatro in una qualsiasi attività commerciale.

Vida, un cartello annuncia i lavori (Il Gazzettino, domenica 16 giugno 2019)

In una città il cui governo non sta limitando in nessun modo l’apertura di attività ricettive di ristorazione e sta invece aumentando significativamente il numero di plateatici, riducendo così di fatto lo spazio cittadino, che al contempo approva un regolamento di polizia municipale che sanziona o vieta l’utilizzo civico di quello spazio, ci preme sottolineare come il caso de La Vida non rappresenti un’eccezione, bensì uno dei più chiari sintomi della defunzionalizzazione e privatizzazione della città.

Forte di autorevoli valutazioni urbanistiche, la battaglia per la Vida chiama necessariamente in causa un’idea di città che non può che esigere una forte discontinuità con il modo in cui Venezia è stata ed è tutt’ora amministrata. Non ci servono dunque “dall’alto” timidi interessamenti interessati che non incidono sulle dinamiche in atto: vorremmo segnali seri e concreti di una vera politica per la città e per chi la abita!

Ciò di cui ha bisogno la comunità de La Vida è una presa di posizione concreta. A chi punta il dito contro le irregolarità del cartello, suggeriamo di osservare oltre il dito e il cartello: è responsabilità politica di chi questa città governa impedire un atto illecito ed ingiusto.

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