La privatizzazione della città

Condividiamo l’articolo “La destinazione d’uso della città” a firma di Barbara Colle e Giuseppe Saccá apparso su ytali. Che parla di Venezia. Di un palazzo pubblico. Di una vendita. Di un altro cambio di destinazione d’uso. L’ennesimo. Di un nuovo hotel. Parla della privatizzazione della città. Della sua progressiva hotelizzazione. Ristorantizzazione. Barizzazione.

I nomi dei palazzi (come abbiamo toccato con mano con l’iniziativa “Venezia è anche“) si susseguono: palazzo Querini Dubois (Poste Italiane), Antico Teatro di Anatomia (Regione Veneto), Palazzo Papadopoli (Comune), Complesso La Favorita (Comune)… cui si aggiungono le aree verdi degli ex Gasometri (a Castello), dell’ex Orto botanico (a Cannaregio) , dell’ex area Italgas (a Dorsoduro).

E tutti raccontano del destino di una città privatizzata. Privata della stessa idea e possibilità di città. Viene da chiedersi: possiamo ancora parlare di città?

E nel frattempo è in corso anche il sacco della terraferma.

 

L’immagine è di Davide Bonazzi

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