Nuova vita per La Vida

A oltre un anno dalla vendita all’imprenditore Bastianello e a nove mesi dallo sgombero della comunità che ne aveva creato un luogo di promozione sociale, culturale, artistica e di dibattito politico, i locali dell’Antico Teatro di Anatomia – La Vida restano chiusi senza una chiara prospettiva.

L’unica certezza è che un attività commerciale di qualsiasi tipo in quello spazio non si può fare: oltre a non essere desiderabile in un campo che già ne è saturo e che avrebbe invece bisogno di strutture e spazi pubblici, semplicemente perché non è prevista dal Piano Regolatore e qualora fosse avviata rappresenterebbe un grave illecito. Questa caratteristica rafforza l’importanza di mantenere a uso pubblico il bene. Il presidio e le attività all’esterno dell’edificio, nate spontaneamente dopo l’uscita forzosa di marzo, hanno continuato a ribadirlo.

Sabato 15 dicembre “Una giornata per la Vida” ha rimesso ancora una volta all’attenzione della città la questione dell’ex Teatro Anatomico come caso emblematico della cessione del patrimonio pubblico al mero profitto privato che interessa tutta la città. C’è stato come sempre il pranzo condiviso, i giochi per i più piccoli con il pozzo dei desideri e… con un colpo ad effetto: con due battitori d’eccezione, abbiamo aperto l’asta per lasciare al miglior offerente La Vida Accanto, il nostro gazebo-presidio! (a breve le coordinate per l’asta on line; l’offerta sarà devoluta per sostenere le spese legali).

Le centinaia di persone che nell’ultimo anno e mezzo si sono riconosciute parte di una comunità inclusiva, mettendo quotidianamente in pratica giorno l’uso civico di uno spazio in maniera libera e aperta, non stavano difendendo il gazebo. In questi lunghi mesi è emersa la necessità di mettere a sistema le resistenze urbane che si oppongono a tutto ciò, formulando un’idea diversa di città che sappia rispondere alle esigenze di chi la vive.

E’ arrivato il momento di dare una svolta e un cambio di prospettiva continuando a rimanere vigili sul futuro dell’edificio che deve tornare al servizio della collettività.

 

 

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