La città in vendita!

Corte d’appello, Comando operativo della polizia municipale, Genio civile, Politiche sociali, Casa di riposo, Tribunale amministrativo, Provveditorato, Camera di commercio… cui si aggiungono altrettanti spazi pubblici sottoutilizzati, chiusi, abbandonati: inseriti nei piani di alienazione e venduti a società immobiliari che ne faranno alberghi e resort di lusso. Il meccanismo è stato introdotto dalla Legge 112/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica” che dà agli Enti locali facoltà di redigere un elenco degli immobili pubblici posti da mettere sul mercato e le Amministrazioni comunali, che pure possono decidere delle destinazioni d’uso degli edifici, non hanno voluto arginare questa deriva: la stessa Fiunta Brugnaro, che a parole dice di voler fermare la turistificazione, ha lasciato immutato per gli enti pubblici l’automatismo di poter trasformare in strutture ricettive il proprio patrimonio immobiliare.

La città, così alienata, perde rapidamente le sue funzioni e il senso stesso di essere città. E si trasforma in appetibile area ricettiva: il mercato che si fonda sull’alienazione dei beni pubblici continua infatti a favorire la realizzazione di ulteriori strutture ricettive.

L’esperienza de La Vida, a più di un anno dalla sua riapertura, ha intrecciato altre importanti battaglie cittadine per la salvaguardia del patrimonio pubblico: dall’ex Ospedale di Sant’Anna, all’Isola di Poveglia, dall’area degli ex Gasometri all’ex Favorita, passando per Ca’ di Dio, Palazzo Poerio Papadopoli… portate avanti da associazioni e comitati e comunità di abitanti  che il 15 febbraio 2018 hanno sottoscritto una “Carta sul patrimonio pubblico e collettivo” (https://teatrodianatomia.wordpress.com/2018/03/01/carta-sul-patrimonio-pubblico-e-collettivo/) sottolineando quanto gli immobili pubblici siano parte integrante della struttura stessa della comunità.

Sabato 27 ottobre alle ore 11.00 un’azione diffusa vedrà questi luoghi adottati dagli abitanti (e dalle associazioni e dai comitati cittadini) per rimarcare che oggi più che mai c’è una città che desidera ardentemente ritornare a prendersi cura di ciò che le appartiene.

Vai alla relazione di Marco Bersani “Usi civici e patrimonio pubblico”.

 

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