Scrivono di noi!

(disegno di giovanni colaneri)

Una città per tutti | Il granello di sabbia (giugno 2019)

“All’interno di questa esperienza si moltiplicano i discorsi sulla città, sulla sua turistificazione e sui problemi dell’abitare in un contesto in balìa dell’iniziativa privata, come si denuncia sempre più spesso, ma con il solito “aiutino” del pubblico, come
si dice un po’ meno. Momenti di semplice incontro e di convivialità con, adesso sì, giovani e meno giovani, con persone di varie estrazioni sociali e con trascorsi non necessariamente impegnati. Le persone si avvicinano come possono e come possono contribuiscono, in un fermento che ricorda una vecchia canzone di Pierangelo Bertoli (“Vedere il quartiere”), mettendo da parte la retorica e in Campo una partecipazione genuina. Un fermento che rivela la gioia condivisa di uscire di casa e di farlo al di là del venale commercio, un commercio che, scomparendo inesorabilmente tutte le altre attività, è sempre più marcato dal meccanico registratore di cassa del supermercato”.

La partita della Vida. Ripensare gli spazi pubblici a Venezia | Che Fare (aprile 2018)

Attorno alla Vida nasce, cresce e si forma una comunità che è fatta di uomini e donne di ogni età, di diversa estrazione sociale e con esperienze e appartenenze politiche e sociali molto diversificate, accomunati, tutti, da obiettivi chiari: lo spazio, amministrato per conto dei cittadini, dalla Regione deve restare pubblico e utilizzato in modo collettivo. In questi mesi si affaccia all’interno delle assemblee l’esigenza di un linguaggio condiviso che definisca chi sono i cittadini, cosa vuole dire “collettivo”, quali sono le regole della partecipazione e della condivisione“.

 

La Vida a Venezia. Anatomia di una città | Il lavoro culturale (aprile 2018)

“L’esperienza della Vida si inserisce appieno in quella corrente che attraversa tutta l’Italia da alcuni anni, e che si batte per il riconoscimento legale degli usi collettivi dei cosiddetti beni comuni“.

 

Lezioni di Vida. Sgombero e rinascita dell’Antico Teatro Anatomico di Venezia | Monitor (marzo 2018)

“L’azione di riapertura degli spazi dell’Antico Teatro di Anatomia, più noto a tutti come Vida (“vite” in dialetto, dalla frasca che incorniciava l’entrata dello stabile ai tempi della taverna), ha inaugurato una nuova stagione di partecipazione in città. Sin dal primo giorno questi duecento metri quadri sono stati animati da un viavai costante di persone di ogni età ed estrazione sociale, bambini, studenti, anziani, che si ritrovavano per assistere a letture, mostre, concerti, spettacoli, pranzi condivisi. Diversi collettivi vi hanno tenuto le loro riunioni periodiche, gruppi di teatro e danza ne hanno fatto la loro sala prove; chi ci veniva per studiare, chi per giocare (la stanza adibita a ludoteca ne era forse il centro nevralgico), chi semplicemente per ritrovarsi”. 

 

A Venezia la Vida torna in strada | DinamoPress (marzo 2018)

“Gli abitanti della zona non stanno però a guardare. In una città dove quotidianamente chiudono i negozi destinati ai residenti ed aprono di continuo bar e locali, che occupano lo spazio pubblico con plateatici sempre più invadenti che sottraggono l’uso dello spazio pubblico ad una fruizione libera e non commerciale, in cui gli spazi per l’abitare si restringono sempre più e in cui è ormai un’impresa trovare una casa o una stanza in locazione, tanto è più conveniente l’affitto turistico, un folto gruppo di cittadini riesce ad aprire, due giorni dopo, la porta dell’Antico Teatro e restituirlo alla città. Sei di loro sono tutt’ora sotto processo per occupazione”.

 

A Venise, la résistence au tourisme s’organise | Le Monde (marzo 2018)

“Tout est parti en septembre de la vente, pour 900 000 euros, de ce local appartenant à la région et désaffecté depuis des années. Lorsque les habitants des environs ont appris que la mairie s’apprêtait à changer l’attribution du lieu pour qu’il devienne un restaurant, ils ont décidé d’occuper ce local. Refus de la « privatisation » de la lagune”.

 

Noi veneziani? Non stiamo serenissimi! | Sette – Corriere della Sera

“Lo stanno facendo  (vendere cara la pelle) alcune famiglie di volontari che giorno e notte presidiano civicamente La Vida: stanze e uffici che la Regione Veneto ha venduto a un privato per lasciargli aprire l’ennesimo ristorante. Da settimane qui organizzano corsi di yoga e teatro, ludoteca e letture per bambini, concerti, conferenze. Si scaldano con le stufette a gas e si illuminano con candele e generatori. In primavera faranno un convegno all’università sull’uso collettivo dei beni pubblici”.

 

Venezia està en venta…y las grandes impresa se estàn haciendo con ella| El Confidencial

“La situación empeora por las políticas de privatización de los inmuebles y bienes públicos por parte de las instituciones gubernamentales y regionales. Un plan de ventas a empresarios y corporaciones para construir hoteles, abrir sucursales de Zara, Hard Rock Cafe, Prada… El objetivo de estas privatizaciones a menudo ha sido presentado a los ciudadanos con engaños. Es el caso, por ejemplo, de la venta del antiguo Hospital Al Mare de la isla del Lido, vendido a la Caja de Depósitos y Préstamos del Ministerio de Economía y Finanzas, que anunció que la estructura sería reconvertida en residencias para ancianos y personas no autosuficientes. Ahora se ha dado el visto bueno a dos resorts turísticos de cinco estrellas que gestionarán el Club Mediterranée y The Resorts”.