Giù le mani da La Vida

Installazione “Giú le mani da La Vida” (2018)

Opera prima. Collettiva.
Rete, articoli di giornali su La Vida, colla, tempera sull’idea di salvaguardia.

Dopo il successo ottenuto a Ca’ Sagredo, “le mani sulla città” sbarcano in Campo San Giacomo, in uno dei campo più popolari e vissuti della città lagunare. L’opera si rifá alle grandi mani di Lorenzo Quinn che hanno supportato Cà Sagredo e suscitato grande interesse mediatico e istituzionale non tanto sul concetto di “support” quanto sul loro spostamento. Persino la Sovrintendenza, abitualmente silenziosa, si è espressa in merito. Per toglierle dal palazzo.

Un monito al silenzio dell’organismo di “Salvaguardia” nonostante i solleciti del Ministero ai Beni Culturali a prendere una posizione sulla vicenda, silenzio complice di aver portato alla vendita del bene.  La macchina speculativa che si nutre anche dell’alleanza tra organi di tutela dei beni e istituzioni asservite a soggetti privati continua così a immiserire il tessuto urbano a favore della rendita. Gli abitanti de La Vida [Accanto] continua a resistere a questo assalto e a difendere l’uso pubblico del bene definito chiaramente nel PRG attuale. E una richiesta: quello che la Soprintendenza si pronunci anche sulle mani concrete e simboliche che vorrebbero privatizzare un bene pubblico, catalogato come tipologia SU (che significa: unità edilizia speciale preottocentesca a struttura unitaria che ha come destinazione d’uso compatibile “Musei; sedi espositive; biblioteche; archivi; attrezzature associative; teatri; sale di ritrovo;
attrezzature religiose”)

Gli art-attivisti hanno proposto “Giù le mani da La Vida” un’opera collettiva, di indubbia efficacia. Un invito alla presa di posizione di Sovrintendenza e Istituzioni affinché si impegnino a togliere definitivamente le mani, sicuramente più pericolose che vogliono strappare La Vida alla sua comunità. Certamente di nessun supporto né all’immobile né alla città.

 

Venerdì 19 maggio:  l’inaugurazione della installazione: cerimonia di gran gala, con tanto di nastro rosso e abiti da sera.

Lunga vita a La Vida e alla sua comunità!