Giù le mani da La Vida

 

Dopo il successo ottenuto a Ca’ Sagredo, “le mani sulla città” sbarcano in Campo San Giacomo, in uno dei campo più popolari e vissuti della città lagunare.

Dato il forte interesse mediatico e istituzionale e l’energica presa di parola e posizione della Sovrintendenza, l’installazione “Le Mani” viene posizionata sulle pareti de La Vida. Un monito al silenzio dell’organismo di “Salvaguardia” nonostante i solleciti del Ministero ai Beni Culturali a prendere una posizione sulla vicenda, silenzio complice di aver portato alla vendita del bene.  La macchina speculativa che si nutre anche dell’alleanza tra organi di tutela dei beni e istituzioni asservite a soggetti privati continua così a immiserire il tessuto urbano a favore della rendita. Gli abitanti de La Vida [Accanto] continua a resistere a questo assalto e a difendere l’uso pubblico del bene definito chiaramente nel PRG attuale. E una richiesta: quello che la Soprintendenza si pronunci anche sulle mani concrete e simboliche che vorrebbero privatizzare un bene pubblico, catalogato come tipologia SU (che significa: unità edilizia speciale preottocentesca a struttura unitaria che ha come destinazione d’uso compatibile “Musei; sedi espositive; biblioteche; archivi; attrezzature associative; teatri; sale di ritrovo;
attrezzature religiose”)

“Giù le mani da La Vida” – Opera collettiva (2018), rete, articoli di giornali su La Vida, colla, salvaguardia