Ciao Alberto

Questa fotografia è stata scattata in una fredda sera di ottobre di due anni e mezzo fa.
Davanti alla Vida riaperta e con una fitta nebbia a far da scenografia, Alberto D’Amico insieme a Monica Giori  e al Coro degli Imperfetti dava fondo al suo repertorio, in un concerto incantato che è un ricordo difficile da rimuovere.

Alberto cantava la plebe della nostra città, dei suoi amori e delle sue lotte fiere. Cantava la sommessa epopea di chi “par cavarse dal fredo” ha abbandonato le calli ed i campi dove era cresciuto per andare a morire tra le fauci della fabbrica, in nome di un profitto più assassino di orde di “barbari a cavalo”. Le storie di una Venezia povera e misera, eppure terribilmente viva, che ci manca tantissimo e che ci fa ricordare come questa città sia stata anche qualcosa di diverso dal gretto luna park che attraversiamo oggi.

Quella sera sembrava di pizzicarlo tra le dita assieme a lui, quel filo rosso che unisce le lotte del passato con i sogni di ora.

Alberto se ne è andato venerdì, in un’isola lontana che doveva sembrargli l’Utopia o forse, come si racconta, semplicemente la sua Giudecca di tanti anni fa.

Ciao Alberto, ovunque tu sia!

La comunità della Vida